Luigina De Grandis

Spinimbecco (VR) 1923 – Venezia 2003

Nata in un piccolo paese di campagna nella bassa veronese, dopo aver frequentato le Scuole magistrali a Legnago inizia ad insegnare nelle Scuole elementari. Ben presto comprende che non è quella la sua strada e decide di dedicarsi totalmente alla pittura, sua grande passione.

Nel 1945 Luigina De Grandis, per frequentare l’Accademia di Belle Arti, si trasferisce a Venezia, città nella quale risiederà poi per tutta la vita. Allieva prediletta di Bruno Saetti, seppe ben presto definire il proprio linguaggio espressivo orientato in particolare verso la rappresentazione della natura, considerata fonte inesauribile di stimoli e di ispirazioni. Mentre è ancora impegnata negli studi all’Accademia, che terminerà nel 1949, inizia la sua attività espositiva partecipando ad alcune collettive nel 1946 e tenendo la sua prima mostra personale nel 1947. Negli anni Cinquanta l’artista si impegna fortemente per il riconoscimento della “donna nell’arte” e diventa membro della sezione veneziana della FIDAPA (Federazione Italiana Donne Arti Professioni Affari) costituitasi nel 1952. Nel 1953 si sposa con lo scultore Mario Marabini; dalla loro unione nel 1954 nascerà la figlia Chiara. Grazie alla sua incontenibile passione per il colore, De Grandis riuscì a infondere nei suoi dipinti, in modo libero e spontaneo,  la sua innata sensibilità pittorica. Dal 1964 al 1983 ha insegnato all’Istituto d’Arte, prima a Padova e poi a Venezia. Durante gli ultimi anni di insegnamento con la collaborazione di alcuni suoi allievi, e con la consulenza di esperti fisici, chimici e psicologi della Facoltà di Psicologia dell’Università di Padova, termina la scrittura del volume Teoria e uso del colore che sarà edito da Mondadori nel 1984.  Il volume, tradotto in spagnolo e in inglese, ebbe un vasto successo e larga diffusione soprattutto negli Stati Uniti e in Gran Bretagna. Numerose sono le sue mostre personali organizzate a Venezia, sul territorio nazionale e all’estero, e ancor più numerose le sue partecipazioni a importanti mostre collettive; si ricordano le presenze alla Biennale di Venezia (1950, 1962, 1970, 1986) e alla Quadriennale di Roma (1951, 1955).

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